Agnello Pasquale di Favara

15099_590153567758659_7561572711059236340_n

Agnello Pasquale di Favara – Chef Luigi Parello

C’è un comune nell’agrigentino, che durante il periodo pasquale si svolge ogni anno la” Sagra dell’Agnello Pasquale”, dedicata al dolce tipico di pasta di mandola farcito di pistacchio, a forma di Agnello. Il prodotto dolciario, gustato, conosciuto ed apprezzato in Italia ed all’estero. Lo scorso anno grazie alla lungimiranza degli amministratori locali è stata avviata la procedura per l’istituzione della De.Co. (Denominazione Comunale). Il percorso di programmazione partecipata GeniusLoci De.Co per la Sicilia, ideato dalla Libera Università Rurale Saper&Sapor Onlus di Menfi e Sambuca di Sicilia è stato inserito tra gli esempi virtuosi del -FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO- “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” Il valore di una De.Co. (denominazione Comunale) è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing territoriale.

Ingredienti:

  • 1,4 kg di zucchero a velo
  • 1 kg di mandorle
  • 1 kg di pistacchi
  • 500 ml d’acqua
  • 15 gr di scorza di limone grattugiata
  • 5 gr di scorza di arancia/limone glassata al fondente (per la decorazione)

Preparazione:

Sbollentare e sbucciare le mandorle e i pistacchi. Quando entrambi gli ingredienti si saranno raffreddati macinarli separatamente fino a ottenere delle farine fini. Fare bollire in un tegame 700 g di zucchero a velo e 250 ml d’acqua. Quindi togliere lo sciroppo dalla fiamma, aggiungervi il trito di mandorle e impastare il tutto fino a ottenere una pasta liscia ed omogenea e, solo alla fine aromatizzare con scorza di limone dell’agrigentino grattugiata al momento. Seguire lo stesso procedimento per il trito di pistacchi. Inserire nello stampo dell’agnello pasquale parte della pasta di mandorle fredda premendola lungo i bordi dello stampo per uno spessore di circa 1 cm, così da formare quella che sarà la parte dell’agnello visibile all’occhio. Dopodiché riempire la cavità dell’agnello con la pasta di pistacchio e rivestire infine la base con il resto della pasta di mandorle. Lasciare che il dolce si indurisca un po’ all’interno dello stampo e poi estrarlo con cura.  L’Agnello Pasquale di Favara si può servire così com’è (magari decorandolo con un fiocchetto o un campanellino al collo e uno stendardo piantato sul dorso) oppure lo si può arricchire ancora di più, guarnendolo in base al proprio estro creativo (es. con scorze di arancia e limone candite glassate con ghiaccia reale e sistemata a mò di fiocco o a mò di corona lungo il corpo dell’agnello pasquale). Per creare, ad esempio, il manto di lana dell’agnello si può fare ricorso agli stessi colori alimentari che si usano per dipingere la frutta di Martorana oppure a del fondente di zucchero e qualche perlina argentata da spargere qua e là sul manto o, ancora, lo si può creare in maniera ancora più elegante modellandolo con una sac à poche contenente un po’ di pasta di mandorla ammorbidita con acqua.

1977101_590242874416395_4000674127715639924_n

Chef Luigi Parello
Precedente Stefano Scarpaci Successivo Coccole di polipo al rosmarino selvatico